7) D'Holbach. L'origine dell'errore.

Secondo d'Holbach tutti gli errori umani sono errori di fisica,
sono dovuti ad incomprensioni della natura. Da ci sono nati gli
dei, la schiavit politica ed il fatto che l'uomo sia diventato
miserabile e vizioso.
P. H. d'Holbach, Sistema della natura, Tomo primo, capitolo primo
(pagine 287-288).

Tutti gli errori degli uomini sono errori di fisica; essi si
ingannano sempre quando trascurano di risalire alla natura, di
consultarne le regole, di chiamare l'esperienza in loro soccorso.
E' cos che, per mancanza di esperienza, si son formati idee
imperfette della materia, delle sue propriet, delle sue
combinazioni, delle sue forze, del suo modo di agire o
dell'energia che risulta dalla sua essenza; da allora, tutto
l'universo  divenuto per essi solo una scena di illusioni. Essi
hanno ignorato la natura, ne hanno trascurato le leggi, non hanno
affatto visto le vie necessarie che traccia a tutto ci che
contiene. Che dico! essi hanno misconosciuto se stessi; tutti i
loro sistemi, le loro congetture, i loro ragionamenti, da cui
l'esperienza fu bandita, furono unicamente una lunga trama di
errori e di assurdit.
Ogni errore  nocivo;  per essersi ingannato che il genere umano
si  reso infelice. Non conoscendo la natura, si form di che
sono diventati i soli oggetti delle sue speranze e delle sue
paure. Gli uomini non hanno affatto avvertito che questa natura,
sprovvista di bont come di malizia, non fa che seguire leggi
necessarie ed immutabili, producendo e distruggendo esseri,
facendo ben presto soffrire quelli che ha reso sensibili,
distribuendo loro beni e mali, alterandoli senza sosta: essi non
hanno affatto visto che era nella natura stessa e nelle proprie
forze che l'uomo doveva cercare i suoi bisogni, rimedi contro le
sue pene, mezzi per rendersi felice; hanno atteso queste cose da
certi esseri immaginari che hanno supposto gli autori dei loro
piaceri e delle loro disgrazie. Onde si vede che  all'ignoranza
della natura che si devono quelle potenze sconosciute sotto le
quali il genere umano ha per cos lungo tempo tremato, e quei
culti superstiziosi che furono le fonti di tutti i suoi mali.
E' per la mancanza di conoscenza della propria natura, della
propria tendenza, dei suoi bisogni e dei suoi diritti che l'uomo
in societ  caduto dalla libert nella schiavit; egli non si
accorse o si credette costretto a soffocare i desideri del suo
cuore e a sacrificare il suo benessere ai capricci dei suoi capi;
ignor lo scopo dell'associazione e del governo; si sottomise
senza riserve ad uomini come lui, che i pregiudizi gli fecero
considerare esseri di un ordine superiore, come di sulla terra.
Questi approfittarono del suo errore per asservirlo, corromperlo,
renderlo vizioso e miserabile. E cos  per aver ignorato la
propria natura che il genere umano cadde nella servit e fu mal
governato.
E' per essersi misconosciuto e per aver ignorato i rapporti
necessari che sussistono tra lui e gli esseri della sua specie che
l'uomo ha trascurato i suoi doveri verso gli altri: non avvert
affatto che essi erano necessari alla sua felicit. Non vide pi
ci che doveva a se stesso, gli eccessi che doveva evitare per
rendersi solidamente felice, le passioni alle quali doveva
resistere o affidarsi per la sua felicit; in una parola, non
conobbe affatto i suoi veri interessi. Di qui tutte le sue
sregolatezze, la sua intemperanza, le sue vergognose volutt e
tutti i vizi ai quali si abbandon a spese della sua conservazione
e del suo benessere duraturo. E cos  l'ignoranza della natura
umana che imped all'uomo di illuminarsi sulla morale; d'altronde,
i governi corrotti cui fu sottomesso gli impedirono sempre di
praticarla, quando anche l'avesse conosciuta.
P. H. d'Holbach, Sistema della natura, UTET, Torino, 1978, pagine
90-92.
